Con una decisione definitiva, il Consiglio di Stato ha confermato il divieto di self check-in negli affitti brevi, ripristinando l’obbligo di identificazione diretta degli ospiti da parte dei proprietari o dei gestori delle strutture ricettive.
La consegna delle chiavi tramite keybox o sistemi completamente automatizzati non è più consentita.
Resta invece possibile il riconoscimento a distanza, purché avvenga in tempo reale e consenta di verificare con certezza la corrispondenza tra ospite e documento di identità.
Cosa cambia concretamente
Le nuove regole si applicano a tutte le forme di ospitalità, dagli affitti brevi ai b&b, fino alle strutture alberghiere, e prevedono che:
- l’identità dell’ospite venga verificata prima dell’accesso all’immobile;
- non sia sufficiente l’invio di documenti via chat o messaggistica;
- possano essere utilizzate tecnologie di riconoscimento a distanza, se adeguate.
Secondo AssoURT, la decisione chiarisce un quadro normativo che negli ultimi mesi aveva generato confusione e comportamenti difformi, soprattutto nei contesti urbani a forte presenza turistica.
Sicurezza sì, ma con equilibrio
La stretta è motivata da esigenze di sicurezza, ma AssoURT sottolinea l’importanza di evitare applicazioni rigide o sproporzionate, che potrebbero creare difficoltà operative ai piccoli proprietari e disagi agli ospiti.
È fondamentale che le regole siano chiare, uniformi e comprensibili, e che venga definito in modo preciso quali strumenti tecnologici siano effettivamente ammessi.
AssoURT è disponibile a fornire consulenza e ausilio a cittadini e proprietari per comprendere correttamente gli obblighi, evitare sanzioni e tutelare i diritti di tutte le parti coinvolte.
La sicurezza non può prescindere dalla chiarezza delle regole: senza informazione, il rischio è che a pagare siano soprattutto i cittadini.