Gli affitti per gli studenti universitari continuano a salire, rendendo sempre più difficile l’accesso all’istruzione. Secondo l’Unione degli Universitari (Udu), il costo medio di una stanza singola è passato da 461 a 613 euro al mese, un incremento di 152 euro, nonostante la domanda rimanga stabile.
Le città più care restano Milano (732 €/mese), Bologna (632 €), Firenze (606 €) e Roma (575 €). Quartieri centrali come Quadronno a Milano o Testaccio a Roma superano i 800 €/mese, segnando un problema evidente di accessibilità abitativa.
Il Ministero dell’Università e della Ricerca punta a creare 60mila nuovi posti letto negli studentati entro giugno 2026, grazie ai fondi del PNRR. Finora, circa 8.500 posti sono stati finanziati con 805 milioni di euro, ma restano insufficienti rispetto alla domanda stimata di 900mila studenti fuori sede.
Alessandro Bruscella, coordinatore nazionale Udu, dichiara:
“L’abitare è un diritto, non un lusso. Ma oggi studiare sta diventando un lusso. Serve un investimento serio in politiche abitative pubbliche.”
Il Codacons parla di emergenza strutturale: la crescita degli affitti (+38% in tre anni) e la scarsità di posti pubblici evidenziano la necessità di interventi concreti e tempestivi per garantire accessibilità e qualità abitativa agli studenti.
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