Dal 1° gennaio 2018 l’Italia ha cessato di coniare le monete da 1 e 2 centesimi di euro, pur mantenendole valide come moneta legale per tutti i pagamenti in contante. Sebbene non siano più distribuite, queste monete devono essere accettate dai commercianti e continuano a circolare.
Per ridurre l’uso delle monete ormai difficili da reperire, nei pagamenti in contante si applica l’arrotondamento al multiplo di 5 centesimi più vicino. Il risparmio derivante dal mancato conio viene destinato al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.
A livello europeo, sarà l’Unione a decidere eventuali soppressioni definitive delle monete da 1 e 2 centesimi e le modalità di ritiro. Alcuni Paesi, come la Lituania, le hanno già eliminate per motivi di efficienza economica e sostenibilità, dato che il costo di produzione supera spesso il valore nominale.
Consumatori e commercianti sono invitati a considerare l’arrotondamento come una misura equa: le autorità garantiscono che non inciderà sul potere d’acquisto, pur introducendo piccoli adeguamenti nei prezzi al dettaglio.