La rivoluzione dei pagamenti digitali in Italia corre veloce, ma non senza ostacoli. Secondo un recente studio di Nuek (gruppo Minsait), nel 2024 quasi un italiano su due (48%) ha dovuto rinunciare al metodo di pagamento preferito a causa di problemi tecnologici, restrizioni operative o mancata accettazione da parte degli esercenti.
Un dato che riflette una tendenza globale: il 66% dei consumatori bancarizzati nel mondo ha vissuto la stessa esperienza, dimostrando che il problema non è la tecnologia in sé, ma il modo in cui viene progettata e integrata nei servizi.
Nonostante le criticità, in Italia le carte hanno ormai superato il contante: l’86% degli acquisti in presenza e il 74% delle transazioni online avvengono con carta, mentre cresce l’adozione dei pagamenti contactless tramite smartphone e smartwatch, scelti regolarmente dal 38% degli italiani. Parallelamente, la biometria si afferma come strumento di autenticazione (63% degli utenti smart) e il 75% degli italiani guarda con favore all’uso di un’identità digitale unica per pagare e accedere ai servizi finanziari.
Restano però cinque sfide ancora aperte: accesso disomogeneo agli strumenti, processi di sicurezza percepiti come barriere, scarsa integrazione tra sistemi, nuove esigenze di identificazione e un’esperienza che non è ancora del tutto “invisibile”.
👉 ASSO URT ricorda ai consumatori che la vera innovazione deve tradursi in semplicità, sicurezza e libertà di scelta. Chi incontra difficoltà o vuole segnalare problemi legati ai pagamenti digitali può rivolgersi all’associazione per assistenza e tutela.
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ASSO URT è al fianco dei cittadini per difendere i loro diritti nell’economia digitale.