Smart Working nei Comuni Montani: dal 2026 il nuovo Bonus per le imprese

L’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi segnala l’introduzione, a partire dal 1° gennaio 2026, di un nuovo incentivo volto a favorire il lavoro agile e lo sviluppo delle aree interne del Paese. Il provvedimento, previsto dalla Legge n. 131/2025, istituisce un bonus contributivo per le imprese che assumono lavoratori in smart working residenti nei comuni montani con meno di 5.000 abitanti.

L’obiettivo della misura è duplice: da un lato, contrastare lo spopolamento dei piccoli centri montani, sempre più colpiti dal calo demografico e dalla riduzione dei servizi; dall’altro, promuovere modelli di lavoro flessibili e sostenibili, capaci di coniugare innovazione, inclusione e valorizzazione del territorio.

Il nuovo bonus, introdotto all’articolo 26 della Legge, prevede un’esenzione dal versamento dei contributi previdenziali fino a cinque anni per i datori di lavoro che impiegano dipendenti in modalità di smart working e stabilmente residenti nei comuni montani. Potranno beneficiare dell’incentivo le aziende che assumono con contratto a tempo indeterminato lavoratori di età inferiore ai 41 anni (alla data del 20 settembre 2025), a condizione che l’attività lavorativa venga svolta in modalità agile e che il lavoratore trasferisca la propria residenza e domicilio in un comune montano.

L’esonero contributivo sarà modulato in maniera decrescente: nel biennio 2026-2027 sarà totale (100%), fino a un massimo di 8.000 euro annui per lavoratore; nel biennio 2028-2029 scenderà al 50%, con un tetto di 4.000 euro annui; nel 2030 sarà pari al 20%, fino a 1.600 euro l’anno.
L’agevolazione riguarda esclusivamente i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, senza incidere sui premi INAIL né sulle prestazioni pensionistiche future dei dipendenti.

Il bonus sarà concesso nel rispetto del regime de minimis, con un limite complessivo di spesa fissato per ciascun anno (pari a 18,5 milioni di euro per il 2026). Per l’attuazione della misura è atteso entro il 20 novembre 2025 un decreto interministeriale che definirà i criteri di individuazione dei comuni montani ammessi e le modalità operative per le imprese che intendono presentare domanda.

La Legge 131/2025 introduce inoltre un pacchetto integrato di incentivi per il rilancio dei territori montani, tra cui un credito d’imposta per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa, il potenziamento dei servizi pubblici essenziali (sanità, istruzione, comunicazioni) e agevolazioni fiscali per i giovani imprenditori under 41 che avviano micro o piccole imprese in montagna.

“Queste misure rappresentano un segnale positivo verso una nuova idea di sviluppo sostenibile e inclusivo – dichiara l’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi –. Il lavoro agile può diventare uno strumento concreto per rivitalizzare i territori montani, riportando opportunità, famiglie e servizi dove da anni prevalgono spopolamento e disoccupazione.”

In attesa del decreto attuativo, l’ AssoURT invita le imprese interessate a pianificare per tempo le strategie di assunzione e organizzazione del lavoro, valutando la possibilità di aderire ai nuovi incentivi a partire dal 2026. La sfida sarà trasformare lo smart working in un volano di crescita e coesione per i piccoli comuni italiani.

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