Spreco alimentare, l’Italia resta sopra la media Ue: 555 grammi di cibo buttati a settimana

AssoURT segnala i dati del nuovo rapporto Waste Watcher International 2025, che evidenziano come lo spreco alimentare in Italia rimanga ancora superiore alla media europea. Ogni cittadino italiano butta via in media 555,8 grammi di cibo a settimana, in calo rispetto ai 650 grammi del 2015, ma ancora lontano dall’obiettivo ONU per il 2030, fissato a 369,7 grammi settimanali.

Nel confronto con altri Paesi europei, l’Italia registra performance peggiori di Germania, Francia e Spagna, mentre le regioni più virtuose del nostro Paese sono il Centro e le grandi città. Al contrario, al Sud si registra il dato più elevato: 628,6 grammi di spreco pro capite a settimana.

Tra gli alimenti più sprecati spiccano frutta fresca, verdura, pane e insalate. Secondo Waste Watcher, fattori come inflazione, scelte alimentari e sensibilità ambientale influenzano i comportamenti, con i giovani nativi digitali più propensi a riutilizzare gli avanzi, condividere il cibo e preferire prodotti di stagione o a basso impatto ambientale.

Le istituzioni e gli esperti evidenziano la necessità di un cambio strutturale, non solo di comportamenti individuali. L’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso un decalogo anti-spreco, con indicazioni pratiche come pianificare la spesa, leggere correttamente le etichette, valorizzare gli avanzi e donare il cibo in eccesso.

“Ogni gesto conta: ridurre lo spreco alimentare è una responsabilità collettiva – dichiara l’AssoURT –. Consumatori, imprese e istituzioni devono collaborare per tutelare le risorse, l’ambiente e la sostenibilità del nostro sistema alimentare.”

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