Sviluppo sostenibile: l’Italia corre contro il tempo
Manca meno di cinque anni al 2030, termine fissato dall’ONU ...
Giugno 30, 2025
Manca meno di cinque anni al 2030, termine fissato dall’ONU per il raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Secondo ASviS, l’Italia è indietro: solo il 17% degli obiettivi globali sembra destinato a essere raggiunto nei tempi stabiliti, e sei dei 17 target nazionali mostrano peggioramenti significativi (povertà, disuguaglianze, acqua, ecosistemi terrestri, governance e partnership).
Il 2024 ha segnato nuovi record climatici: +2,72 °C in Italia rispetto ai livelli preindustriali, con eventi estremi, crisi agricole e danni economici stimati in 15,7 miliardi di euro tra il 2022 e il 2023. L’inerzia rischia di costare molto caro: secondo Oxford Economics, senza una transizione verde il PIL italiano potrebbe perdere fino a un quarto del suo valore entro il 2050.
Non tutto è perduto. Alcune imprese e cittadini stanno accelerando verso la sostenibilità: il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2024 ha coinvolto oltre 1.220 eventi, e un’ampia maggioranza degli italiani (80%) considera la sostenibilità importante nelle scelte di consumo, con il 90% disposto a pagare di più per prodotti sostenibili.
ASviS e Coop sottolineano che sostenibilità e competitività non sono in contrasto: investire nella transizione ecologica può aumentare produttività, profitti e occupazione, garantendo un “giusto prezzo” per chi produce e per le generazioni future. Il messaggio è chiaro: cambiare rotta è possibile, e anche piccoli comportamenti innovativi possono generare un effetto palla di neve in tutta la società.
La vera domanda non è se possiamo permetterci di essere sostenibili, ma se possiamo permetterci di non esserlo. I dati, il clima e l’economia parlano chiaro: agire ora è essenziale.

