Le truffe telefoniche continuano a evolversi e a colpire un numero crescente di consumatori italiani. AssoURT mette in guardia su alcune delle tecniche più diffuse nel 2026 e fornisce consigli pratici per non cadere nella trappola.
Il “vishing” (voice phishing) consiste in telefonate in cui il truffatore si finge un operatore di banca, di un gestore telefonico o di un ente pubblico, chiedendo dati personali, codici OTP o accesso a conti correnti. Il “wangiri” è invece una truffa che sfrutta le chiamate perse da numeri esteri a pagamento, inducendo la vittima a richiamare e subire addebitamenti elevati.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicati anche i casi di “SIM swapping”, in cui i criminali riescono a trasferire il numero di telefono della vittima su una nuova SIM per intercettarne i codici bancari.
Per difendersi: non comunicare mai codici OTP a nessuno per telefono, nemmeno a chi dice di essere la vostra banca; diffidare dei numeri non riconosciuti, specie con prefisso +44, +39-090, +237; attivare l’autenticazione a due fattori sulle app bancarie; segnalare i numeri sospetti al proprio operatore e ad AssoURT.