Multe e sanzioni
Multa per eccesso di velocità: guida per difendere i tuoi diritti
24 Settembre 2026
Hai ricevuto una multa per eccesso di velocità e vuoi capire se l’importo, i punti sottratti o il rilevamento sono corretti? Una multa per eccesso di velocità può avere conseguenze molto diverse a seconda di quanto è stato superato il limite: dalla sola sanzione economica fino alla sospensione della patente. Prima di pagare o presentare ricorso è quindi importante controllare velocità rilevata, tolleranza applicata, segnaletica, dispositivo utilizzato e termini di notifica.

Quali sono i limiti di velocità
L’articolo 142 del Codice della Strada stabilisce, in via generale, i seguenti limiti:
- 130 km/h sulle autostrade;
- 110 km/h sulle strade extraurbane principali;
- 90 km/h sulle strade extraurbane secondarie e locali;
- 50 km/h nei centri abitati.
In determinate strade urbane il limite può essere elevato fino a 70 km/h, se le caratteristiche della strada lo consentono e la variazione è correttamente segnalata. Sulle autostrade con particolari caratteristiche il limite può, nei casi previsti, essere elevato fino a 150 km/h.
Gli enti proprietari delle strade possono inoltre stabilire limiti inferiori su specifici tratti quando esigenze di sicurezza lo rendono necessario.
In caso di precipitazioni atmosferiche, il limite massimo scende a 110 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane principali.
Quanto costa una multa per eccesso di velocità
La gravità della sanzione dipende da quanto viene superato il limite, dopo l’applicazione della tolleranza prevista.
| Superamento del limite | Sanzione prevista |
| Fino a 10 km/h | da 42 a 173 € |
| Oltre 10 e fino a 40 km/h | da 173 a 694 € |
| Oltre 40 e fino a 60 km/h | da 543 a 2.170 € |
| Oltre 60 km/h | da 845 a 3.382 € |
Per i superamenti più gravi sono previste anche sanzioni sulla patente. In particolare, oltre i 40 km/h scatta la sospensione da 1 a 3 mesi; oltre i 60 km/h la sospensione è da 6 a 12 mesi.
Se l’infrazione viene commessa dopo le 22 e prima delle 7, la sanzione pecuniaria per la violazione dell’articolo 142 è aumentata di un terzo.
Quanti punti vengono tolti dalla patente
Non qualsiasi superamento del limite comporta una perdita di punti.
In generale:
- fino a 10 km/h oltre il limite: nessuna decurtazione;
- oltre 10 e fino a 40 km/h: 3 punti;
- oltre 40 e fino a 60 km/h: 6 punti;
- oltre 60 km/h: 10 punti.
Per i neopatentati, nei primi tre anni, i punti normalmente sottratti per le violazioni vengono raddoppiati.
Il verbale deve indicare anche il numero di punti previsto per la violazione contestata.
Quando viene sospesa la patente
Per un normale superamento fino a 40 km/h non è prevista automaticamente la sospensione della patente.
La situazione cambia con le violazioni più gravi:
oltre 40 e fino a 60 km/h: sospensione da 1 a 3 mesi;
oltre 60 km/h: sospensione da 6 a 12 mesi.
In caso di recidiva le conseguenze possono diventare molto più pesanti. Se nell’arco di due anni viene nuovamente commessa una violazione con superamento oltre 40 e fino a 60 km/h, la sospensione può arrivare da 8 a 18 mesi. Una nuova violazione oltre 60 km/h nello stesso periodo può invece comportare la revoca della patente.
Dal 2024 è inoltre prevista una particolare conseguenza per chi supera di oltre 10 e non oltre 40 km/h il limite all’interno di un centro abitato per almeno due volte nell’arco di un anno: la sanzione sale da 220 a 880 euro ed è prevista la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.
Come funziona la tolleranza dell’autovelox
Quando la velocità viene rilevata attraverso un dispositivo elettronico, al valore misurato deve essere applicata una riduzione del 5%, con un minimo di 5 km/h.
La tolleranza strumentale è già compresa in questa riduzione.
Un esempio aiuta a capire.
Se su una strada con limite di 90 km/h l’apparecchio rileva 96 km/h, viene applicata la riduzione minima di 5 km/h. La velocità considerata ai fini della sanzione sarà quindi 91 km/h.
Non significa, però, che esista un generico “diritto a superare il limite di 5 km/h”: si tratta di una riduzione tecnica applicata al valore rilevato.
Autovelox e Tutor: come viene accertata la velocità
L’eccesso di velocità può essere rilevato attraverso diversi sistemi.
L’autovelox misura normalmente la velocità istantanea del veicolo.
I sistemi come il Tutor, invece, possono calcolare la velocità media percorsa tra due punti.
Il Codice della Strada riconosce come fonti di prova le risultanze dei dispositivi previsti dalla normativa per il rilevamento della velocità.
Nel 2026 è stata inoltre aggiornata la disciplina tecnica relativa ai dispositivi: il decreto ministeriale n. 125 del giugno 2026 definisce caratteristiche, requisiti e procedure per omologazione, taratura e verifiche di funzionalità degli strumenti utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità.
L’autovelox deve essere segnalato?
Sì. Le postazioni di controllo della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, secondo le modalità previste dalla normativa.
Dal 2024 un decreto specifico disciplina inoltre collocazione e utilizzo degli strumenti di rilevamento a distanza.
Tra le regole previste, fuori dai centri abitati la postazione non può essere utilizzata a una distanza inferiore a un chilometro dal segnale che introduce il limite di velocità, nei casi disciplinati dal decreto. Sono previste anche distanze minime tra le postazioni e criteri per individuare i tratti in cui possono essere installate.
Questo non significa però che ogni dubbio sulla posizione dell’autovelox renda automaticamente nulla una multa: occorre verificare tipo di strada, dispositivo, segnaletica e modalità concrete dell’accertamento.
Devono fermarti subito dopo l’autovelox?
Non necessariamente.
Il Codice della Strada prevede diverse situazioni nelle quali la contestazione immediata non è richiesta e il verbale può essere notificato successivamente al proprietario del veicolo.
Quindi la semplice frase:
“Non mi hanno fermato, quindi la multa non vale”
non è corretta.
Bisogna invece verificare se, per quel tipo di controllo e per quel tratto di strada, la normativa permetteva l’accertamento senza contestazione immediata.
Entro quanto tempo deve arrivare il verbale
Se la violazione non viene contestata immediatamente, il verbale deve essere notificato, in linea generale, entro 90 giorni dall’accertamento.
Se il trasgressore o il soggetto obbligato vengono identificati successivamente, la decorrenza può cambiare. Per chi risiede all’estero il termine previsto è di 360 giorni.
Anche in questo caso non bisogna limitarsi a confrontare la data dell’infrazione con il giorno in cui si apre materialmente la busta: le regole sulla notificazione devono essere valutate nel loro complesso.
Se la notifica non viene effettuata entro il termine previsto nei confronti del soggetto interessato, l’obbligo di pagamento della sanzione si estingue nei suoi confronti.
Chi deve comunicare i dati del conducente
Quando l’autovelox non permette di identificare immediatamente chi guidava e la violazione comporta perdita di punti, il proprietario del veicolo riceve normalmente una richiesta di comunicazione dei dati del conducente.
La comunicazione deve essere effettuata entro 60 giorni dalla notifica del verbale, secondo le modalità indicate.
Se il proprietario non comunica i dati senza un giustificato e documentato motivo, può ricevere una seconda sanzione autonoma, attualmente da 291 a 1.166 euro.
Non comunicare il conducente, quindi, non equivale semplicemente a “pagare qualcosa in più al posto dei punti”: si tratta di una violazione distinta.
È importante leggere attentamente il verbale anche se si decide di pagare la multa principale, perché il pagamento non elimina automaticamente l’eventuale obbligo di comunicare i dati del conducente.
Più autovelox nella stessa ora: arrivano più multe?
Dal 2024 esiste una disciplina specifica per alcune violazioni ravvicinate.
Quando lo stesso veicolo commette più violazioni dei limiti di velocità rilevate con dispositivi elettronici, su tratti di strada di competenza dello stesso ente e in un periodo non superiore a un’ora, possono applicarsi, se più favorevoli, le sanzioni previste per la violazione più grave aumentate di un terzo.
Questo non significa che qualsiasi serie di multe ricevute nello stesso giorno venga automaticamente unificata: devono essere rispettate le condizioni previste dall’articolo 142.
Quando una multa per eccesso di velocità può essere contestata
Una multa per eccesso di velocità può essere impugnata quando esistono motivi concreti.
Tra gli aspetti da verificare possono rientrare:
- targa o veicolo indicati erroneamente;
- notifica effettuata oltre i termini;
- errata applicazione della tolleranza;
- limite di velocità o segnaletica non correttamente individuati;
- problemi relativi alla segnalazione o visibilità della postazione;
- eventuali irregolarità relative al dispositivo, alla taratura o alle verifiche previste;
- incongruenze nei dati riportati nel verbale;
- utilizzo del dispositivo non conforme alle modalità previste per quel tratto stradale.
Non qualsiasi errore formale determina però automaticamente l’annullamento: occorre capire se il vizio incide realmente sull’accertamento o sul diritto di difesa.
Posso pagare con lo sconto del 30%?
In generale, il Codice della Strada consente il pagamento entro 60 giorni della somma prevista in misura ridotta.
Se il pagamento avviene entro 5 giorni dalla contestazione o notificazione, l’importo è normalmente ridotto di un ulteriore 30%.
C’è però un’importante eccezione: lo sconto del 30% non si applica alle violazioni per le quali è prevista la sospensione della patente.
Quindi, ad esempio, non può essere applicato alle fasce più gravi di eccesso di velocità che comportano la sospensione.
Inoltre pagamento e ricorso sono, in linea generale, strade alternative: prima di pagare è quindi opportuno valutare se esistono veri motivi per contestare la sanzione.
Come contestare una multa per eccesso di velocità
Le principali possibilità sono due.
Puoi presentare ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notificazione, purché non sia già stato effettuato il pagamento in misura ridotta. È possibile allegare documenti e chiedere anche un’audizione personale.
In alternativa, puoi presentare opposizione al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione, oppure entro 60 giorni se risiedi all’estero.
Le due procedure sono alternative.
Il ricorso dovrebbe indicare in modo preciso quale elemento dell’accertamento viene contestato e su quali prove si fonda la contestazione. Non è sufficiente affermare genericamente che l’autovelox era “ingiusto”.
Cosa fare in pratica
Domande frequenti
Non necessariamente. Nelle rilevazioni effettuate attraverso gli strumenti previsti viene applicata una riduzione del 5% della velocità rilevata, con un minimo di 5 km/h. Non si tratta però di un’autorizzazione a superare il limite, ma di una tolleranza tecnica applicata alla misurazione.
Le postazioni devono essere preventivamente segnalate e ben visibili. Una possibile irregolarità può quindi essere rilevante, ma occorre verificare concretamente il tipo di postazione, la strada e le regole applicabili.
Se il verbale richiede la comunicazione dei dati del conducente perché la violazione comporta una decurtazione di punti, il pagamento della multa non elimina automaticamente questo obbligo. I dati devono normalmente essere comunicati entro 60 giorni secondo le istruzioni riportate nel verbale.
Non sempre si procede semplicemente alla somma delle sanzioni. Per più violazioni rilevate entro un’ora, commesse dallo stesso veicolo su tratti di competenza dello stesso ente, l’articolo 142 prevede, se più favorevole, l’applicazione della sanzione relativa alla violazione più grave aumentata di un terzo. È però necessario verificare che ricorrano tutte le condizioni previste.

