Multe e sanzioni
Multa per divieto di sosta: guida per difendere i tuoi diritti
30 Settembre 2026
Hai ricevuto una multa per divieto di sosta e non sai se devi pagarla o se puoi contestarla? Una multa per divieto di sosta non è automaticamente illegittima, ma errori nel verbale, problemi nella segnaletica o una notifica tardiva possono, in alcuni casi, giustificare un ricorso. Prima di pagare è quindi importante verificare esattamente quale violazione ti viene contestata e quali sono i termini per agire.

Divieto di sosta: cosa prevede il Codice della Strada
Il principale riferimento è l’articolo 158 del Codice della Strada, che vieta la sosta — e in alcune situazioni anche la semplice fermata — in numerosi punti della strada.
Tra i casi più comuni rientrano la sosta:
- sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione;
- sugli attraversamenti pedonali e ciclabili;
- in seconda fila;
- davanti ai passi carrabili;
- negli spazi riservati agli autobus;
- nelle corsie riservate ai mezzi pubblici;
- nelle aree pedonali;
- davanti ai cassonetti;
- negli spazi destinati al carico e scarico durante gli orari indicati;
- negli stalli riservati alle persone con disabilità;
- negli spazi riservati ai veicoli elettrici o alla ricarica;
- in prossimità degli incroci, nei casi stabiliti dalla legge.
Attenzione: in alcune di queste situazioni il divieto deriva direttamente dal Codice della Strada, quindi può esistere anche senza un cartello specifico.
Sosta e fermata non sono la stessa cosa
Il Codice della Strada distingue chiaramente le due situazioni.
La fermata è una sospensione molto breve della marcia, ad esempio per far salire o scendere una persona. Il conducente deve restare presente, pronto a ripartire e non deve creare intralcio.
La sosta, invece, è una sospensione della marcia protratta nel tempo e consente al conducente di allontanarsi dal veicolo.
Questo significa che, dove è vietata soltanto la sosta, una vera fermata può essere possibile. Non vale però nei luoghi in cui la legge vieta espressamente sia fermata sia sosta, né quando è presente un vero e proprio divieto di fermata.
Lasciare l’auto “solo cinque minuti” e allontanarsi, quindi, non trasforma automaticamente la sosta in fermata.
Quanto costa una multa per divieto di sosta
L’importo della multa per divieto di sosta cambia in base al tipo di violazione.
Per le automobili, l’articolo 158 prevede attualmente diverse fasce. Le violazioni meno gravi possono comportare sanzioni da 42 a 173 euro, mentre per situazioni considerate più pericolose o rilevanti gli importi aumentano.
Ad esempio, per la sosta su attraversamenti pedonali, marciapiedi o in altri casi indicati dal comma 5 la sanzione va da 87 a 344 euro. Per la sosta vicino agli incroci nei casi vietati, alle fermate degli autobus o nelle corsie riservate ai mezzi pubblici può arrivare da 165 a 660 euro. Negli spazi riservati alle persone con disabilità la sanzione prevista per gli altri veicoli va da 330 a 990 euro.
Se la violazione continua per più giorni, l’articolo 158 prevede che la sanzione possa essere applicata per ciascun giorno di calendario durante il quale permane l’infrazione.
Possono rimuovere l’auto?
Sì, in determinate situazioni.
L’articolo 159 del Codice della Strada consente agli organi di polizia di disporre la rimozione del veicolo, tra l’altro:
quando il divieto è accompagnato dall’indicazione della rimozione, nei casi previsti dall’articolo 158, quando la sosta costituisce pericolo o grave intralcio oppure quando il veicolo ostacola interventi di manutenzione o pulizia della strada.
La rimozione è una sanzione accessoria rispetto alla multa. Possono quindi aggiungersi anche le spese necessarie per recuperare il veicolo secondo le tariffe applicabili.
Non tutte le multe per sosta irregolare comportano concretamente la rimozione, ma è sbagliato pensare che l’auto possa essere rimossa soltanto quando sul cartello compare sempre il simbolo del carro attrezzi.
Quando una multa per divieto di sosta può essere contestata
Una multa per divieto di sosta può essere impugnata quando esiste un motivo concreto, non semplicemente perché la sanzione viene ritenuta eccessiva o ingiusta.
Può essere opportuno verificare il verbale, ad esempio, quando:
il numero di targa o il veicolo sono sbagliati; il mezzo era già stato venduto o risultava rubato; avevi un’autorizzazione valida per sostare; la segnaletica necessaria era assente, non visibile o contraddittoria; il luogo o l’orario indicati nel verbale non corrispondono ai fatti; esisteva una reale situazione di emergenza documentabile; oppure il verbale è stato notificato oltre i termini previsti.
L’assenza di un cartello, però, non basta sempre: come abbiamo visto, alcuni divieti sono stabiliti direttamente dall’articolo 158.
Il verbale deve arrivare entro 90 giorni?
Quando la violazione non viene contestata immediatamente, l’articolo 201 prevede in generale che il verbale sia notificato entro 90 giorni dall’accertamento.
Esistono però eccezioni, ad esempio quando il proprietario o il soggetto responsabile vengono identificati successivamente. Per i residenti all’estero sono previsti termini differenti.
Inoltre non è sufficiente limitarsi a contare i giorni tra l’infrazione e il momento in cui materialmente ricevi la busta: ai fini del rispetto del termine da parte dell’amministrazione assumono rilievo anche le regole sulla procedura di notificazione.
Se pensi che la multa sia stata notificata tardi, è quindi opportuno controllare attentamente data dell’accertamento, data di spedizione e modalità della notifica.
Il foglietto lasciato sul parabrezza si può impugnare?
Normalmente il foglietto trovato sul parabrezza è un preavviso di violazione, non ancora il verbale formalmente notificato.
Il Ministero della Giustizia precisa che non si presenta ricorso contro il semplice preavviso: se vuoi contestare la sanzione, devi attendere la notifica del verbale.
Molti Comuni permettono comunque di pagare il preavviso prima della notifica, evitando così anche le relative spese. Le modalità devono essere verificate sul documento ricevuto o sul sito dell’ente.
Conviene pagare subito?
Se riconosci la violazione e non vuoi fare ricorso, il Codice della Strada consente normalmente il pagamento della somma indicata entro 60 giorni dalla contestazione o notificazione.
Se paghi entro 5 giorni, la sanzione può beneficiare di una riduzione del 30%, quando prevista.
Prima di pagare, però, decidi se vuoi contestare la multa: chi ha già effettuato il pagamento non può normalmente proporre successivamente ricorso contro il verbale.
Come fare ricorso contro una multa per divieto di sosta
Hai due strade principali e sono alternative.
Puoi presentare ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notificazione, a condizione di non aver già pagato la sanzione. Il ricorso può essere trasmesso attraverso l’organo accertatore oppure direttamente al Prefetto secondo le modalità previste, anche telematiche nei casi consentiti.
In alternativa puoi rivolgerti al Giudice di Pace competente per il luogo nel quale è stata commessa la violazione. Il termine ordinario per impugnare il verbale è di 30 giorni, oppure 60 giorni se il ricorrente risiede all’estero.
Il ricorso deve indicare motivi specifici e, quando possibile, essere accompagnato da documenti, fotografie e altre prove.
Cosa fare in pratica
Domande frequenti
Dipende. Alcuni divieti devono risultare dalla segnaletica, ma altri sono previsti direttamente dal Codice della Strada. Parcheggiare su un attraversamento pedonale, su un marciapiede o in altri luoghi indicati dall’articolo 158 può essere vietato anche senza uno specifico cartello.
Dipende dal comportamento concreto. Per essere una fermata, la sospensione deve essere molto breve, il conducente deve restare presente e pronto a ripartire e non deve creare intralcio. Se lasci l’auto e ti allontani, normalmente si tratta di sosta.
Normalmente no. Il preavviso sul parabrezza non è ancora il verbale formalmente notificato. Per presentare ricorso occorre generalmente attendere la notifica del verbale.
No, in linea generale pagamento e ricorso sono alternativi. Se ritieni che la sanzione sia illegittima, valuta il ricorso prima di effettuare il pagamento.

