Hai fatto attenzione alla classe energetica del condizionatore, hai pulito i filtri, hai tenuto le finestre chiuse. Eppure la bolletta di luglio ti ha sbalordito. Il motivo potrebbe essere semplice: stai usando il climatizzatore nelle ore sbagliate. Con il sistema delle fasce orarie, accenderlo alle 15 può costarti fino a tre volte di più che accenderlo alle 21.
Il sistema tariffario italiano suddivide le ore del giorno in fasce con prezzi dell’energia molto diversi. La fascia pomeridiana — indicativamente dalle 14 alle 17 nei giorni feriali — raggiunge in estate il picco massimo di costo. Concretamente: usare un condizionatore in quella fascia per due ore al giorno per 20 giorni lavorativi può significare una differenza in bolletta di 50-60 euro al mese rispetto agli stessi consumi effettuati in fascia serale. Aggiungendo lavatrice, lavastoviglie e altri elettrodomestici usati nelle ore più costose, il totale mensile di differenza può superare i 150 euro. A luglio 2026 il prezzo all’ingrosso dell’energia ha toccato 144 euro per MWh, con un rincaro del 7% in una sola settimana, e ARERA ha aumentato del 4,6% la tariffa di riferimento dal 1° luglio.
AssoUrt segnala la scarsa informazione dei consumatori sulle fasce orarie: uno strumento che esiste da anni ma che raramente viene spiegato chiaramente nelle bollette o comunicato dai fornitori energetici. Conoscerlo non è un lusso, è una competenza di base che può salvare centinaia di euro all’anno. L’Associazione chiede alle autorità di regolazione e ai gestori una comunicazione più trasparente su questa variabile fondamentale del costo dell’energia.
Controlla il tuo contratto: sei in tariffa monoraria o multioraria? Se sei in regime multiorario, sposta i consumi più pesanti nelle fasce serali e nel weekend. Per una guida pratica alle fasce orarie e alla lettura della bolletta, visita www.assourt.it.