Diritto alla riparazione: dal 31 luglio nuove tutele per chi acquista prodotti difettosi

AssoURT: “Una svolta contro l’obsolescenza programmata, ma i consumatori devono conoscere i propri diritti per farli valere”

Dal 31 luglio 2026 tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, Italia compresa, sono chiamati a recepire la Direttiva UE 2024/1799 sul cosiddetto “diritto alla riparazione”, una delle novità più rilevanti degli ultimi anni per la tutela dei consumatori nel settore dei beni di consumo. In Italia il recepimento è in corso tramite un decreto legislativo attuativo che modifica il Codice del Consumo, sulla base della delega prevista dalla Legge 36/2026.

La nuova normativa introduce l’obbligo per i produttori di riparare un bene rotto o difettoso ma tecnicamente riparabile anche oltre il periodo di garanzia legale, contrastando così l’obsolescenza programmata. Prima di ogni intervento, il riparatore dovrà inoltre consegnare al consumatore un modulo informativo europeo standard, con tutte le indicazioni su tempi e costi della riparazione.

AssoURT definisce la misura un cambio di prospettiva significativo, che sposta l’equilibrio dal “si rompe, si ricompra” al “si rompe, si ripara”, ma ricorda che l’efficacia della tutela dipenderà dalla capacità dei consumatori di conoscerla e farla valere concretamente presso produttori e centri assistenza.

AssoURT invita i consumatori a conservare sempre scontrini e documentazione d’acquisto, anche oltre i due anni di garanzia legale, a richiedere sempre il modulo informativo europeo prima di autorizzare una riparazione, a segnalare all’associazione eventuali rifiuti ingiustificati di riparazione da parte dei produttori e a verificare, sempre tramite AssoURT, se il proprio caso rientra tra quelli tutelati dalla nuova direttiva.

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