Telefonia e pay tv
Come disdire un abbonamento e recuperare i pagamenti non autorizzati
8 Settembre 2026
L’esplosione dei servizi di streaming ha moltiplicato anche i casi di abbonamenti difficili da disdire o rinnovi automatici non voluti. AssoURT guida i consumatori attraverso i propri diritti in questo settore.
Per legge, qualsiasi servizio in abbonamento attivato online deve garantire una procedura di disdetta altrettanto semplice dell’attivazione (principio del “cancellation as easy as sign-up”, introdotto dalla Direttiva Omnibus recepita nel 2022). Se la disdetta richiede passaggi molto più complessi dell’iscrizione, si configura una pratica commerciale scorretta.
Per i servizi che addebitano automaticamente sulla carta di credito o sul conto corrente senza un preventivo chiaro, è possibile richiedere alla propria banca il blocco dei pagamenti ricorrenti e, in alcuni casi, il chargeback per rimborso.
AssoURT ricorda che i consumatori hanno diritto di recedere entro 14 giorni dall’attivazione di un nuovo abbonamento digitale, anche se hanno già usufruito del servizio (salvo indicazione contraria accettata esplicitamente). Per assistenza su casi specifici, è disponibile il servizio di segnalazione gratuita sul sito www.assourt.it
Cosa fare in pratica
Fai screenshot della procedura di disdetta, delle comunicazioni ricevute e degli addebiti sul conto. Questa documentazione è fondamentale in caso di contestazione.
Invia una email o PEC al fornitore con richiesta esplicita di cancellazione immediata dell'abbonamento. Conserva la ricevuta di invio.
Chiedi alla tua banca o alla società della carta di bloccare i pagamenti ricorrenti verso quel fornitore. Puoi farlo di solito anche dall'app o dall'area clienti online.
Se hai già subito addebiti non autorizzati o non chiaramente comunicati, chiedi alla banca di avviare la procedura di chargeback per ottenere il rimborso.
Se la disdetta è volutamente resa difficile, segnalalo all'AGCM tramite il sito istituzionale. È una pratica commerciale scorretta perseguibile per legge.
Per casi complessi o senza risposta dal fornitore, contatta AssoURT su www.assourt.it: il servizio di segnalazione e assistenza è gratuito.
Domande frequenti
No, è illegale. La Direttiva Omnibus, recepita in Italia nel 2022, impone che la procedura di cancellazione sia altrettanto semplice di quella di attivazione. Se disdire richiede passaggi molto più complessi dell'iscrizione, si configura una pratica commerciale scorretta, segnalabile all'AGCM e ad AssoURT.
Sì. Per qualsiasi abbonamento digitale attivato online hai diritto di recedere entro 14 giorni dall'attivazione, anche se hai già usufruito del servizio — salvo che tu abbia accettato esplicitamente una clausola contraria al momento della sottoscrizione.
Puoi richiedere alla tua banca o all'emittente della carta il blocco dei pagamenti ricorrenti verso quel fornitore. In alcuni casi è possibile richiedere anche il chargeback, ovvero il rimborso degli importi già addebitati, soprattutto se non vi era un consenso chiaro e documentato.
Il chargeback è la procedura bancaria che consente di contestare un addebito sulla carta e ottenere il rimborso. Puoi richiederlo quando un abbonamento è stato attivato senza il tuo consenso esplicito, o quando ti vengono addebitati importi non chiaramente comunicati in anticipo. Va richiesto direttamente alla tua banca o alla società emittente della carta.
Puoi segnalare la pratica all'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) oppure richiedere assistenza gratuita ad AssoURT su www.assourt.it. In entrambi i casi è utile documentare i tentativi di disdetta effettuati.
Dipende dal caso. Se la procedura di cancellazione era oggettivamente oscura o ostruttiva, hai buone possibilità di ottenere un rimborso parziale o totale, sia attraverso la banca (chargeback) che tramite contestazione formale al fornitore con l'assistenza di AssoURT.

