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Contenuti offensivi o inadatti in TV, radio o streaming: guida per difendere i tuoi diritti

15 Ottobre 2026

Hai visto o ascoltato contenuti offensivi o inadatti in televisione, alla radio o su una piattaforma streaming e vuoi capire se possono essere segnalati? Non tutto ciò che disturba o offende personalmente costituisce automaticamente una violazione, ma esistono regole precise a tutela dei minori, della dignità della persona e contro l'istigazione alla violenza e all'odio. Quando i contenuti offensivi o inadatti superano questi limiti, è possibile documentare quanto accaduto e rivolgersi ai soggetti e alle Autorità competenti.

Un contenuto offensivo è sempre vietato?

No. È importante distinguere tra un contenuto semplicemente sgradevole, provocatorio o controverso e un contenuto che viola effettivamente le regole previste per i servizi audiovisivi e radiofonici.

La libertà di espressione tutela anche opinioni dure, satira, critica e rappresentazioni che possono risultare disturbanti. Esistono però limiti specifici quando vengono lesi diritti fondamentali della persona, quando si istiga alla violenza o all’odio oppure quando determinati contenuti possono compromettere la tutela dei minori.

AGCOM ha adottato un apposito regolamento per garantire, nei servizi di media audiovisivi e radiofonici, il rispetto dei diritti fondamentali e il divieto di istigazione alla violenza e all’odio.

La valutazione deve quindi riguardare il contenuto nel suo complesso, il contesto, il linguaggio utilizzato, il pubblico potenzialmente raggiunto e, quando rilevante, l’orario di trasmissione.

Quali contenuti possono violare la dignità della persona

La disciplina audiovisiva tutela i diritti fondamentali della persona e contrasta, in particolare, i contenuti che possono trasformarsi in istigazione alla violenza o all’odio nei confronti di persone o gruppi.

AGCOM ha adottato criteri specifici proprio per prevenire nella programmazione forme di discriminazione e hate speech. L’Autorità può intervenire quando vengono superati i limiti stabiliti dalla normativa e dal regolamento sulla tutela dei diritti fondamentali.

Questo significa che un’espressione volgare o offensiva non determina automaticamente una sanzione. Diverso è il caso in cui il messaggio abbia caratteristiche tali da integrare una violazione della dignità umana o un’incitazione alla violenza o all’odio.

Nel 2026 AGCOM ha continuato concretamente a esercitare questi poteri anche nei confronti di emittenti radiofoniche per violazioni dell’articolo 30 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi.

Come vengono tutelati i minori in televisione e alla radio

La protezione dei minori rappresenta uno degli ambiti principali della vigilanza AGCOM.

La normativa vieta le trasmissioni televisive gravemente nocive allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori, con particolare riferimento, tra l’altro, a scene di violenza gratuita, insistita o efferata e a contenuti pornografici, secondo le regole previste per i diversi servizi.

Esistono inoltre contenuti che, pur non essendo vietati in assoluto, non possono essere normalmente resi accessibili ai minori senza particolari precauzioni.

Per i programmi che possono nuocere allo sviluppo dei minori e per i film vietati ai minori di 14 anni, la disciplina prevede che la trasmissione avvenga, in linea generale, tra le 23:00 e le 7:00, oppure mediante accorgimenti tecnici capaci di impedire che i minori possano normalmente accedervi.

Cosa significano bollini, avvertenze e sistemi di protezione

Le avvertenze non sono soltanto elementi grafici facoltativi.

Quando vengono trasmessi determinati contenuti potenzialmente nocivi ai minori, la disciplina prevede specifici strumenti informativi. Per la televisione può essere necessario un simbolo visivo chiaramente percepibile per tutta la durata del programma; per le trasmissioni radiofoniche sono previste, nei casi applicabili, avvertenze acustiche.

Nel valutare se un contenuto sia stato correttamente trasmesso, quindi, non conta soltanto “cosa” è andato in onda, ma anche quando e con quali sistemi di protezione.

AGCOM ha già accertato violazioni relative a film trasmessi in fascia diurna senza adeguati strumenti tecnici e senza il previsto simbolo visivo per l’intera durata.

Una scena violenta trasmessa di giorno è automaticamente vietata?

Non necessariamente.

Anche in questo caso deve essere valutato il contesto. Una scena violenta in un telegiornale, in un documentario, in un film o in un programma di intrattenimento può avere caratteristiche molto differenti.

La normativa guarda in particolare alla capacità del contenuto di nuocere allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori e alle modalità della rappresentazione.

La presenza di violenza gratuita, insistita o efferata può assumere un rilievo particolare. Ma per stabilire se vi sia effettivamente una violazione bisogna considerare programma, immagini, linguaggio, orario e accorgimenti adottati dall’emittente.

E per i contenuti disponibili in streaming?

“Streaming” può indicare servizi molto diversi e le regole applicabili non sono sempre identiche.

Una piattaforma che offre un proprio catalogo di film e serie è un servizio diverso da una piattaforma di condivisione video sulla quale gli utenti pubblicano direttamente i propri contenuti.

Il Testo unico dei servizi di media audiovisivi disciplina sia i servizi tradizionali sia quelli a richiesta e prevede specifiche misure di tutela dei minori anche nell’ambiente digitale.

Nei servizi a richiesta, proprio perché il contenuto viene scelto direttamente dall’utente e non dipende da un palinsesto orario tradizionale, assumono particolare importanza classificazioni, informazioni sull’età e sistemi tecnici di controllo dell’accesso.

E per YouTube, TikTok e altre piattaforme di condivisione video?

Per le video sharing platform esistono regole specifiche.

Il Testo unico prevede che i fornitori soggetti alla disciplina adottino misure adeguate per proteggere i minori dai contenuti che possano nuocere al loro sviluppo fisico, mentale o morale e il pubblico da contenuti che istighino alla violenza o all’odio. Sono inoltre previste tutele rispetto a determinate categorie di contenuti la cui diffusione costituisce reato.

Tra gli strumenti previsti possono rientrare anche sistemi di controllo dell’età per l’accesso a contenuti particolarmente nocivi.

Quindi anche un video pubblicato da un utente può rientrare nelle tutele previste, pur essendo diverso da un programma televisivo tradizionale.

AGCOM può far rimuovere un video da una piattaforma?

In determinati casi sì.

Con la delibera n. 298/23/CONS AGCOM ha definito una procedura specifica per contrastare contenuti nocivi diffusi tramite piattaforme di condivisione video e destinati al pubblico italiano.

La procedura riguarda, tra l’altro, contenuti che possano nuocere ai minori, incitare all’odio o alla violenza, offendere la dignità umana o non garantire adeguatamente la tutela dei consumatori. La procedura può essere avviata anche su segnalazione dell’utente.

Nei casi previsti, dopo l’istruttoria AGCOM può arrivare a ordinare alla piattaforma di impedire l’accesso al contenuto da parte del pubblico italiano. In situazioni urgenti, caratterizzate dal rischio di un pregiudizio grave, imminente e irreparabile, sono previste procedure accelerate.

Prima di segnalare ad AGCOM devo usare gli strumenti della piattaforma?

Quando il problema riguarda un contenuto online è generalmente utile utilizzare anche gli strumenti messi a disposizione direttamente dal servizio, soprattutto se è necessario ottenere rapidamente la verifica o la rimozione di un video.

La segnalazione interna alla piattaforma e quella all’Autorità, però, non sono necessariamente la stessa cosa.

Per le video sharing platform, il regolamento AGCOM consente a chiunque di segnalare all’Autorità un contenuto che ritiene rientrare nelle fattispecie disciplinate, utilizzando la modulistica prevista e fornendo gli elementi necessari per individuarlo.

È quindi importante conservare link, username, data, screenshot e ogni altro elemento che renda identificabile il contenuto anche se successivamente viene cancellato.

Come segnalare un programma TV o radio ad AGCOM

AGCOM dispone di un Portale delle segnalazioni dedicato anche alle violazioni delle norme da parte dei fornitori di servizi media audiovisivi e delle emittenti radiofoniche.

Per inviare la segnalazione tramite il portale è possibile autenticarsi con SPID, CIE, CNS o eIDAS.

La segnalazione dovrebbe permettere all’Autorità di individuare con precisione la trasmissione contestata. È quindi particolarmente utile indicare emittente, programma, data, orario approssimativo e passaggio specifico considerato problematico.

Scrivere soltanto “il programma era offensivo” difficilmente consente una valutazione precisa.

Segnalare significa che il programma sarà automaticamente sanzionato?

No.

La segnalazione porta all’attenzione dell’Autorità un possibile problema, ma non equivale all’accertamento di una violazione.

AGCOM deve valutare il contenuto, il contesto e le norme applicabili. Un programma può risultare provocatorio o di cattivo gusto senza oltrepassare necessariamente i limiti previsti dalla disciplina.

Quando invece l’Autorità accerta una violazione può adottare i provvedimenti previsti, comprese diffide e sanzioni nei casi stabiliti dalla normativa.

L’attività di vigilanza è concreta: AGCOM pubblica periodicamente provvedimenti relativi alla tutela dei minori, alla dignità della persona e al contrasto dell’istigazione alla violenza e all’odio.

Una segnalazione permette di ottenere un rimborso?

Non automaticamente.

Se segnali un contenuto televisivo, radiofonico o online perché ritieni che violi le norme sulla tutela dei minori o della dignità della persona, l’obiettivo principale della segnalazione è consentire all’Autorità di esercitare i propri poteri di vigilanza.

Il Portale AGCOM distingue infatti le segnalazioni dalle procedure finalizzate a ottenere rimborsi o indennizzi per controversie individuali con i fornitori di servizi.

Se il problema riguarda invece un abbonamento a pagamento — per esempio un servizio streaming che non funziona, un addebito contestato o una modifica contrattuale — occorre utilizzare gli strumenti previsti per la controversia contrattuale, non la semplice segnalazione relativa ai contenuti.

Cosa cambia se il contenuto riguarda direttamente un minore

La tutela diventa particolarmente delicata quando nel programma vengono coinvolti o resi identificabili minori.

La normativa non riguarda soltanto la violenza o i contenuti sessuali, ma più in generale la protezione dello sviluppo e della personalità del minore.

AGCOM è intervenuta anche in casi relativi alle modalità con cui minori coinvolti in vicende sensibili venivano rappresentati o resi identificabili all’interno di programmi televisivi.

Se il problema coinvolge direttamente un bambino o un adolescente, è quindi importante conservare il contenuto e descrivere con precisione in che modo il minore sia stato esposto o reso riconoscibile.

E se il contenuto sembra integrare un vero reato?

La segnalazione ad AGCOM non sostituisce l’intervento delle autorità competenti quando il contenuto può assumere rilevanza penale.

Il Testo unico distingue infatti i contenuti audiovisivi contrari agli obblighi regolamentari da alcune categorie di contenuti la cui diffusione può costituire direttamente reato, tra cui determinate forme di terrorismo, pedopornografia e condotte razziste o xenofobe.

Se il contenuto appare manifestamente illecito o vi è un rischio concreto e immediato per una persona, bisogna quindi valutare anche la segnalazione alle autorità competenti e non limitarsi alla normale procedura amministrativa.

Cosa fare in pratica

1
Identifica esattamente il contenuto.

Annota programma, canale o piattaforma, titolo, data e ora.

2
Conserva le prove disponibili.

Salva screenshot, link e informazioni utili senza redistribuire inutilmente eventuali materiali illeciti.

3
Valuta il tipo di problema.

Un contenuto semplicemente sgradevole è diverso da hate speech, violenza gratuita, contenuti nocivi per i minori o una possibile violazione della dignità della persona.

4
Se riguarda i minori, controlla anche orario e sistemi di protezione.

Bollini, avvertenze e restrizioni di accesso possono essere determinanti.

5
Se il contenuto è su una piattaforma online, utilizza anche gli strumenti di segnalazione del servizio, soprattutto quando è necessaria una verifica rapida.
6
Per programmi televisivi o radiofonici,

valuta il Portale delle segnalazioni AGCOM, descrivendo con precisione ciò che è accaduto.

7
Per i contenuti nocivi delle video sharing platform,

verifica la specifica procedura AGCOM prevista dalla delibera n. 298/23/CONS.

8
Spiega perché ritieni che il contenuto violi una tutela specifica, anziché limitarti a definirlo genericamente “offensivo”.
9
Se ritieni che il contenuto possa costituire un reato o creare un pericolo immediato, valuta anche il coinvolgimento delle autorità competenti.
10
Conserva la documentazione originale anche dopo la segnalazione,

perché il video o la trasmissione potrebbero successivamente non essere più disponibili.

Domande frequenti

Puoi effettuare una segnalazione, ma la volgarità non determina automaticamente una violazione. AGCOM deve valutare il contesto e verificare se siano stati violati obblighi specifici relativi, ad esempio, alla tutela dei minori, alla dignità della persona o al divieto di istigazione alla violenza e all'odio.

La normativa consente la diffusione secondo condizioni specifiche. In linea generale, i contenuti di questo tipo possono essere trasmessi tra le 23:00 e le 7:00 oppure adottando accorgimenti tecnici che impediscano normalmente l'accesso dei minori; sono inoltre previsti specifici sistemi di segnalazione visiva.

Sì, quando rientra nell'ambito delle piattaforme di condivisione video e presenta le caratteristiche previste dalla disciplina. AGCOM dispone di una procedura per contenuti potenzialmente nocivi ai minori, lesivi della dignità o capaci di incitare alla violenza o all'odio.

No, la segnalazione serve principalmente alle attività di vigilanza dell'Autorità. Non costituisce automaticamente una procedura per ottenere un rimborso o un risarcimento individuale. Per una controversia economica con una pay TV o un servizio audiovisivo devono essere utilizzati gli specifici strumenti di tutela previsti.

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