Multe e sanzioni
Multe ingiuste: come contestare una sanzione e chiederne l’annullamento
24 Settembre 2026
Le multe ingiuste possono riguardare infrazioni che ritieni di non aver commesso, verbali con errori oppure sanzioni notificate molto tempo dopo. Quando ricevi multe ingiuste, pagare subito non è sempre l’unica soluzione: se esistono validi motivi, puoi chiedere l’annullamento della sanzione. Attenzione però ai termini: pagamento, ricorso al Prefetto e ricorso al Giudice di Pace sono strade alternative e una scelta sbagliata può farti perdere la possibilità di contestare la multa.

Quando una multa può essere contestata
Le multe ingiuste non vengono annullate automaticamente solo perché il destinatario ritiene la sanzione non corretta.
Il ricorso deve essere fondato su uno o più motivi concreti e documentabili.
Può essere opportuno contestare il verbale, ad esempio, quando:
- non hai commesso l’infrazione;
- il veicolo indicato non è il tuo;
- il veicolo era stato venduto prima della violazione;
- la targa è stata riportata erroneamente;
- la violazione è stata attribuita a un luogo, giorno o veicolo incompatibile con i fatti;
- il verbale è stato notificato oltre i termini previsti;
- mancano elementi essenziali che impediscono di comprendere quale violazione sia stata contestata;
- esistono altri vizi relativi all’accertamento o alla procedura.
Meglio Prefetto o Giudice di Pace?
Per contestare multe ingiuste puoi scegliere, nei termini previsti, tra ricorso al Prefetto e ricorso al Giudice di Pace.
Non esiste una scelta sempre migliore.
Prefetto
Il vantaggio principale è che il ricorso non ha costi di deposito.
Il rischio principale è che, se viene respinto, l’ordinanza possa prevedere una somma non inferiore al doppio del minimo edittale.
Giudice di Pace
Richiede il pagamento del contributo unificato, ma consente di portare direttamente la questione davanti a un giudice.
Il Giudice può accogliere il ricorso, respingerlo o accoglierlo soltanto in parte. In caso di rigetto possono inoltre essere poste a carico del ricorrente anche le spese processuali nei casi previsti.
La scelta dipende quindi dal motivo del ricorso, dall’importo e dalla documentazione disponibile.
Cosa fare in pratica
Da questa dipendono i termini per il ricorso.
Il pagamento preclude normalmente il successivo ricorso.
Controlla targa, veicolo, luogo, data, ora, violazione contestata e autorità competente.
Fotografie, ricevute, documenti di vendita del veicolo, certificazioni, biglietti, localizzazione o altri elementi possono essere utili.
Se ritieni superato il termine di 90 giorni, controlla da quando decorre e quando l’amministrazione ha effettivamente avviato la notificazione.
Ma ricorda che la richiesta non sospende automaticamente i termini del ricorso.
Entro 60 giorni puoi ricorrere al Prefetto oppure entro 30 giorni al Giudice di Pace.
Non limitarti a dire “la multa è ingiusta”: indica il vizio e allega le prove.
Devi poter dimostrare che la domanda è stata presentata entro il termine.
Una valutazione effettuata quando i termini sono già trascorsi può non consentire più di contestare il verbale.
Domande frequenti
No. Il termine è normalmente di 90 giorni, ma la decorrenza può cambiare in alcune situazioni e, ai fini del rispetto del termine da parte dell’amministrazione, conta anche quando l’atto è stato consegnato all’organo incaricato della notifica. Bisogna quindi verificare concretamente le date prima di presentare ricorso.
In generale no. Il pagamento della sanzione preclude il ricorso contro il verbale. Prima di utilizzare lo sconto del 30% entro cinque giorni devi quindi scegliere se accettare la multa o contestarla.
È rischioso. L’autotutela non sospende automaticamente i termini di impugnazione. Se i 30 o 60 giorni stanno per scadere, devi valutare comunque il ricorso previsto dalla legge.
No. Puoi scegliere direttamente il Giudice di Pace entro 30 giorni oppure il Prefetto entro 60 giorni. Le due possibilità sono alternative. Se invece presenti prima ricorso al Prefetto e questo viene respinto, potrai impugnare la successiva ordinanza davanti al Giudice di Pace.

