Bollette, luce, gas e acqua
Prescrizione delle bollette: quando non devi più pagare
23 Settembre 2026
La prescrizione delle bollette può permetterti di non pagare somme richieste per consumi molto vecchi. Hai ricevuto una bolletta o un conguaglio che ti chiede di pagare consumi di molti anni fa? Potresti non essere più tenuto a versare quelle somme.

Per luce, gas e acqua, infatti, la legge prevede in molti casi una prescrizione di 2 anni. Ma attenzione: la prescrizione non va data per scontata. È importante controllare le date e, quando necessario, far valere espressamente il proprio diritto.
Cosa significa prescrizione delle bollette
La prescrizione delle bollette è il periodo oltre il quale il fornitore può perdere il diritto di pretendere il pagamento di un credito, se nel frattempo non sono intervenuti atti idonei a interrompere il termine.
Per le forniture di energia elettrica, gas e servizio idrico, la Legge di Bilancio 2018 ha ridotto il termine da 5 a 2 anni per le categorie di utenti previste dalla normativa.
In particolare, la prescrizione biennale si applica alle fatture con scadenza successiva:
- al 1° marzo 2018 per l’energia elettrica;
- al 1° gennaio 2019 per il gas;
- al 1° gennaio 2020 per l’acqua.
Quando una bolletta può essere prescritta
Il caso più semplice è quello di una vecchia fattura rimasta insoluta: in linea generale, il termine di prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento, salvo che nel frattempo sia stato validamente interrotto.
Ma la prescrizione delle bollette è particolarmente importante quando arriva una maxi-bolletta o un conguaglio che contiene consumi riferiti a periodi molto precedenti.
Se vengono fatturati importi relativi a consumi risalenti a più di 2 anni e la prescrizione è maturata, il consumatore può contestare quelle somme e chiedere di non pagarle.
Dal 2020, inoltre, il consumatore può eccepire la prescrizione anche quando il ritardo nella rilevazione dei consumi venga attribuito dal gestore al cliente: è stata infatti eliminata la precedente eccezione che limitava questa tutela. Restano naturalmente applicabili le normali cause di interruzione o sospensione della prescrizione previste dalla legge.
Come riconoscere gli importi prescrivibili in bolletta
Il venditore o il gestore deve rendere riconoscibili gli importi relativi a consumi più vecchi di 2 anni.
Può farlo:
- con una fattura separata;
- oppure evidenziando chiaramente gli importi all’interno della bolletta.
Quando la prescrizione risulta maturata, il fornitore deve inoltre informare il cliente della possibilità di farla valere e indicare come comunicare la propria volontà, mettendo a disposizione anche un apposito modulo.
Per questo motivo, se ricevi una bolletta molto elevata, non guardare soltanto l’importo finale: controlla sempre a quali periodi si riferiscono i consumi addebitati.
La prescrizione è automatica?
Non sempre.
Se il fornitore rinuncia direttamente agli importi prescritti, questi possono essere esclusi dalla richiesta di pagamento.
Negli altri casi è importante eccepire la prescrizione, cioè comunicare formalmente al fornitore che non si intende pagare la parte del credito per la quale il termine è ormai decorso. ARERA impone ai venditori specifici obblighi informativi proprio per facilitare l’esercizio di questo diritto.
Per questo è sconsigliabile ignorare semplicemente la bolletta.
Cosa può interrompere la prescrizione
Il decorso dei 2 anni può essere interrotto da un atto valido con cui il creditore fa formalmente valere il proprio diritto e che viene portato a conoscenza del cliente.
Dopo l’interruzione, il termine può iniziare nuovamente a decorrere.
Per questo, prima di contestare una vecchia bolletta, è importante controllare se negli anni precedenti siano arrivati solleciti formali, messe in mora o altri atti idonei a interrompere la prescrizione.
Una semplice telefonata di un call center, da sola, non equivale automaticamente a un valido atto interruttivo.
Cosa fare in pratica
Individua nella bolletta le date alle quali si riferiscono gli importi richiesti.
Fai attenzione soprattutto a conguagli, ricalcoli e fatture emesse con molto ritardo.
Verifica se hai ricevuto nel frattempo solleciti formali o altri atti che potrebbero aver interrotto la prescrizione.
Se la bolletta contiene importi prescrivibili, dovresti trovare un’indicazione specifica e le modalità per eccepire la prescrizione.
Utilizza il modulo messo a disposizione dal fornitore oppure invia una contestazione scritta, conservando prova dell’invio.
Se nella stessa bolletta ci sono anche consumi recenti e correttamente dovuti, la prescrizione può riguardare soltanto gli importi più vecchi.
Spiega perché ritieni maturata la prescrizione e allega la documentazione utile.
Per luce e gas, dopo il reclamo e una risposta insoddisfacente oppure trascorsi 40 giorni, è possibile ricorrere al Servizio Conciliazione ARERA. Per il servizio idrico il termine è invece di 50 giorni.
Domande frequenti
Non necessariamente. Se gli importi si riferiscono a consumi risalenti a più di 2 anni e non ci sono cause che hanno impedito o interrotto la prescrizione, puoi avere diritto a eccepirla.
È meglio di no. La soluzione più sicura è comunicare formalmente la volontà di avvalersi della prescrizione, utilizzando il modulo del fornitore o presentando un reclamo scritto.
Non automaticamente. Dal 2020 la specifica deroga che escludeva la prescrizione quando il ritardo veniva attribuito al consumatore è stata eliminata. Devono però essere sempre valutate eventuali altre cause previste dalla disciplina generale.
La situazione va valutata caso per caso. Se ritieni di aver pagato importi che non erano dovuti, è opportuno contestare formalmente l’addebito e chiedere la verifica e l’eventuale restituzione delle somme.

