Acquisti online e truffe
Truffe e raggiri: come riconoscerli e quali sono i diritti del consumatore
23 Settembre 2026
Le truffe e i raggiri possono assumere forme molto diverse: un prodotto pagato e mai arrivato, un messaggio che sembra provenire dalla banca oppure un’offerta online con condizioni molto diverse da quelle pubblicizzate. Riconoscere truffe e raggiri è importante perché non tutti i problemi con un acquisto hanno la stessa natura e, quando sei stato ingannato, bisogna agire rapidamente e utilizzare lo strumento di tutela corretto. Conservare le prove, bloccare eventuali pagamenti, contestare le operazioni e capire se si tratta di una controversia contrattuale, di una pratica commerciale scorretta o di un possibile reato sono i primi passi per difendersi.

Truffa, raggiro e semplice inadempimento: qual è la differenza?
Un prodotto che arriva in ritardo o un venditore che non rispetta correttamente il contratto non commette automaticamente una truffa.
Può esserci un semplice inadempimento contrattuale quando, ad esempio:
- il prodotto arriva in ritardo;
- il bene presenta un difetto;
- il venditore non rispetta una condizione contrattuale;
- nasce una controversia sul rimborso o sulla garanzia.
In queste situazioni trovano applicazione principalmente i rimedi previsti dal diritto civile e dal Codice del Consumo.
La situazione può essere diversa quando qualcuno utilizza deliberatamente informazioni false, artifici o raggiri per indurre la vittima a effettuare un pagamento o concludere un contratto che altrimenti non avrebbe concluso.
Per questo, quando si parla di truffe e raggiri, non bisogna partire automaticamente dalla denuncia penale per qualsiasi problema con un venditore: prima va compresa la natura della condotta.
Quali sono le truffe online più comuni?
Le truffe e i raggiri online cambiano continuamente, ma alcuni schemi ricorrono con frequenza.
Falsi negozi online
Il sito può apparire professionale e offrire prodotti molto ricercati a prezzi particolarmente convenienti.
Dopo il pagamento, però:
- il prodotto non viene mai spedito;
- il venditore scompare;
- il sito viene disattivato;
- arriva un prodotto completamente diverso;
- viene consegnata merce contraffatta o di qualità molto inferiore a quella promessa.
Prima di acquistare è quindi importante verificare chi gestisce realmente il sito, non soltanto quanto sia convincente la grafica.
Cosa fare in pratica
Non inviare altri soldi, documenti, password o codici di sicurezza.
Se hai inserito credenziali su un falso sito, cambia subito le password partendo dall’account compromesso e dagli altri account che utilizzano la stessa password.
Blocca carta o credenziali compromesse e segnala eventuali operazioni sospette.
Non aspettare. La normativa prevede un termine massimo, ma la comunicazione tempestiva è essenziale.
Più tempo passa, minori possono essere le possibilità di recuperare le somme.
Fai screenshot di sito, offerta, profilo social, chat, e-mail, ricevuta di pagamento e dati del venditore.
Puoi far valere recesso, garanzia, mancata consegna o altri rimedi previsti dal Codice del Consumo a seconda del problema.
La segnalazione può essere presentata direttamente dal consumatore e senza avvocato.
Porta con te tutta la documentazione raccolta.
Distinguere una truffa da un semplice inadempimento o da una pratica commerciale scorretta è importante per scegliere il rimedio corretto.
Domande frequenti
No. La mancata consegna può essere un semplice inadempimento contrattuale. Diventa importante verificare se esistano elementi che facciano pensare a un inganno intenzionale, ad esempio identità false, negozio inesistente o comportamento costruito fin dall’inizio per ottenere il pagamento senza fornire il prodotto.
Non esiste una risposta automatica. La banca deve valutare concretamente la dinamica dell’operazione e il comportamento del cliente. La Banca d’Italia chiarisce che la presenza dell’autenticazione forte non basta, da sola, a dimostrare automaticamente dolo o colpa grave del cliente. È quindi opportuno disconoscere immediatamente l’operazione e chiedere una valutazione formale.
No. L’AGCM può accertare e vietare pratiche commerciali scorrette e sanzionare il professionista, ma la segnalazione non costituisce automaticamente una procedura individuale di rimborso. Per recuperare le somme può essere necessario utilizzare gli specifici rimedi contrattuali o giudiziari.
Devi contattare la banca immediatamente e chiedere se sia possibile bloccare o richiamare l’operazione. Se hai autorizzato personalmente il bonifico, però, il rimborso non è automatico. La possibilità di recuperare le somme dipende dalla situazione concreta e dalla tempestività dell’intervento.

