Bollette Gas, Luce e Acqua: come difenderti

Se sei arrivato qui probabilmente hai già capito che qualcosa nella tua bolletta non torna. Sei nel posto giusto: qui sotto trovi come riconoscere il problema e cosa puoi fare, subito, senza aspettare o pagare un avvocato.

I problemi più comuni

Consumi anomali

La bolletta segna consumi molto più alti del solito senza che tu abbia cambiato abitudini.

Conguagli errati e prescrizioni

L’azienda ti chiede di colpo una cifra alta per consumi passati, spesso già prescritti.

Problemi con il contatore

Letture sbagliate, contatore guasto o mai controllato

Volture

Il passaggio di intestazione (casa nuova, subentro) che l’azienda gestisce male o ti fa pagare due volte.

Bollette pazze

Importi che semplicemente non hanno senso rispetto a quello che consumi davvero.

Cambio fornitore senza consenso

Ti hanno attivato un nuovo gestore luce o gas senza che tu abbia davvero accettato (teleselling aggressivo, firma poco chiara)? ecco come tornare al vecchio fornitore.

Bolletta salata? Ecco come difenderti

Prima di tutto, capisci di che tipo di addebito si tratta.

Controlla il periodo di fatturazione: è un conguaglio o un consumo mensile normale?

Se è un conguaglio, verifica la data a cui si riferisce. Se la data è più vecchia di questi termini, è prescritta e non devi pagarla:

  • Luce: fatture con scadenza dopo il 1° marzo 2018 → prescrizione 2 anni.
  • Gas: fatture emesse dopo il 1° gennaio 2019 → prescrizione 2 anni.
  • Acqua: fatture emesse dopo il 1° gennaio 2020 → prescrizione 2 anni.

Se è una bolletta mensile, controlla che non ci sia stato davvero un consumo più alto (elettrodomestici, perdite d’acqua) prima di contestare.

Se il conguaglio è prescritto o l’importo resta ingiustificato, invia il reclamo formale al gestore

 

L’azienda non risponde? Ecco lo step successivo

Se dopo il reclamo (raccomandata o PEC) l’azienda non risponde entro 40 giorni o rifiuta la tua richiesta, non finisce lì: puoi attivare la conciliazione gratuita presso ARERA, l’autorità che vigila su luce, gas e acqua.

Le aziende temono davvero questa fase: ARERA può sanzionarle se rileva un comportamento scorretto. Quindi conviene sempre andare fino in fondo: non fermarti al primo reclamo ignorato.

Perché chiedere aiuto ad AssoURT

Puoi provare a gestire tutto da solo: molte volte funziona. Ma se il gestore continua a ignorarti, se hai già perso tempo con call center inutili, o se la situazione è più complessa di un semplice reclamo, ecco cosa facciamo noi al posto tuo:

Seguiamo la conciliazione ARERA dall’inizio alla fine, non solo il primo reclamo.
Ti aggiorniamo noi, non devi rincorrere nessuno per sapere a che punto è la pratica.
Hai un avvocato esperto del settore che segue il tuo caso, non un modulo generico.
Diventando socio, il tuo supporto aiuta anche a portare le segnalazioni ripetute davanti alle autorità competenti.

Domande frequenti

Sì, ma va fatto formalmente: invia il reclamo scritto al gestore spiegando perché contesti l’importo, non basta ignorare la bolletta o non pagarla e basta.

Se hai inviato un reclamo formale ed è ancora in corso, il gestore non può procedere al distacco della fornitura. Il distacco è legittimo solo dopo che l’iter di reclamo si è concluso e il debito resta comunque dovuto.

Sì, per il consumatore la conciliazione presso ARERA è sempre gratuita, indipendentemente dall’esito.

Il debito resta legato al vecchio contratto e al vecchio intestatario: cambiare fornitore o fare una voltura non cancella automaticamente un importo contestato ancora aperto.

Per un primo reclamo no, puoi farlo da solo con il modulo. Se il gestore continua a ignorarti o la situazione si complica, è lì che un supporto legale dedicato fa la differenza.

Vuoi la checklist da salvare?

Se preferisci tenerti tutto a portata di mano scarica il decalogo completo sui passi da compiere difendersi in caso di bollette sbagliate e servizi non richiesti.

Guide su questo argomento

Materiali scaricabili