Pubblicità, TV e Social: Come Difenderti e Segnalare
Una pubblicità che sembrava un consiglio sincero, un influencer che non dice di essere pagato, un contenuto violento andato in onda senza avvertenze: su TV, radio e social le regole ci sono, anche se spesso chi le viola conta sul fatto che tu non le conosca. Qui sotto trovi i casi più comuni e come segnalarli.
Come segnalare un contenuto o una pratica scorretta
Hai tre strade, anche in parallelo:
- All’Autorità competente: AGCOM per contenuti audiovisivi e influencer, AGCM per pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette.
- Alla piattaforma stessa, tramite gli strumenti di segnalazione che ogni social è obbligato a offrire (lo impone anche il Digital Services Act).
- Alla nostra Associazione: analizziamo la segnalazione, facciamo gli approfondimenti del caso e ti aggiorniamo sulle iniziative intraprese.
Influencer e pubblicità occulta: le regole 2026
Dal 2026 il quadro è più chiaro. Con la Delibera AGCOM 197/25/CONS è stato istituito un registro degli “influencer rilevanti”, chi supera 500.000 follower su una piattaforma o 1 milione di visualizzazioni medie mensili con obbligo di iscrizione semestrale (entro il 15 aprile e il 15 ottobre).
Attenzione: l’obbligo di dichiarare un contenuto sponsorizzato vale per tutti i creator, non solo per chi è iscritto al registro. L’iscrizione riguarda solo i “grandi”, l’obbligo di trasparenza riguarda chiunque riceva un vantaggio (anche solo un prodotto in omaggio) in cambio di visibilità.
Come deve essere fatta la disclosure, secondo le indicazioni operative AGCOM:
- Una dicitura testuale esplicita (non bastano gli strumenti automatici della piattaforma).
- Se usi hashtag, quello di disclosure deve stare tra i primi tre, non nascosto in fondo.
- Nei video: sovraimpressione nelle prime scene + indicazione nella descrizione.
- Nelle stories: su ogni singola clip, non solo la prima.
- Nelle dirette: in overlay e ripetuto anche a voce.
- Formule vaghe come “in collaborazione con” non bastano più.
La giurisprudenza si è già mossa: il Consiglio di Stato (sentenza n. 2871/2026) ha confermato che un post presentato come esperienza personale, ma in realtà pagato, è pubblicità occulta anche senza un contratto formale.
Sanzioni: fino a 100.000€ per omessa iscrizione al registro, fino a 250.000€ per pubblicità occulta, fino a 600.000€ per violazioni a tutela dei minori.
I tuoi diritti sulle piattaforme social (Digital Services Act)
Il DSA, in vigore dal 2024, ti dà diritti precisi verso i social che forse non conosci:
- Diritto di segnalare contenuti illegali con strumenti semplici, messi a disposizione dalla piattaforma stessa.
- Diritto a una spiegazione chiara se un tuo contenuto viene rimosso o il tuo account sospeso; la piattaforma non può limitarsi a un messaggio generico.
- Diritto di reclamo, sia interno alla piattaforma che tramite un organismo indipendente di risoluzione delle controversie, se non sei d’accordo con una decisione.
- Trasparenza sulla pubblicità mirata e su come funzionano gli algoritmi che decidono cosa ti mostrano.
- Tutele rafforzate per i minori: niente pubblicità mirata basata sui loro dati, verifica dell’età sui contenuti sensibili.
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Su questa categoria la nostra prima leva è la segnalazione collettiva: un contenuto scorretto danneggia più persone, non solo te. Ma se hai anche subito un danno personale (una truffa dietro una pubblicità ingannevole, ad esempio), ti seguiamo anche su quello:
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