Inflazione e rincari alimentari: le famiglie italiane sotto pressione
Nonostante la relativa stabilità del carrello della spesa nel secondo ...
Agosto 18, 2025
Nonostante la relativa stabilità del carrello della spesa nel secondo trimestre del 2025, i consumatori devono fare i conti con un’inflazione che torna a salire e con forti rincari sui prodotti alimentari di largo consumo.
Secondo i dati Istat, a giugno l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,2% rispetto a maggio e dell’1,7% su base annua. L’aumento colpisce in particolare i beni alimentari non lavorati (+4,2%), con un impatto diretto sulle tasche delle famiglie italiane.
I rincari più significativi riguardano prodotti quotidiani e difficili da sostituire:
- Caffè: +24,8%
- Burro: +19,7%
- Frutta fresca: fino al +15,8%
- Uova: +7,2%
- Pomodori: +7,4%
- Gelati: +4,6%
In un anno, una famiglia con due figli rischia di spendere oltre 600 euro in più, di cui oltre la metà solo per la spesa alimentare.
Accanto a questi rincari, il clima rovente di giugno ha favorito l’acquisto di frutta, verdura e gelati, ma a pagarne il prezzo sono altri comparti come caffè, cioccolato, carne rossa e burro, tutti in calo nei consumi.
Cambia il comportamento d’acquisto dei consumatori
Le famiglie italiane diventano più attente: promozioni e sconti restano centrali, ma non bastano più. Cresce la sensibilità verso il rapporto qualità-prezzo e la lettura delle etichette, strumenti fondamentali per difendere il proprio potere d’acquisto.
L’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi invita i consumatori a informarsi, confrontare i prezzi, scegliere in modo consapevole e segnalare eventuali anomalie nei costi di beni essenziali.

