CRIF e Sistema di Informazioni Creditizie: cosa sono e come tutelarti

CRIF e Sistema di Informazioni Creditizie: cosa sono e come tutelarti

Hai una segnalazione CRIF o in un’altra banca dati creditizia? Scopri come funziona e come tutelarti.

Il CRIF (Central Credit Information System) o SIC ( Sistema di Informazioni Creditizie) è un sistema di informazioni creditizie creato in Italia nel 1985 che raccoglie e conserva dati finanziari relativi a privati e imprese.

Il CRIF è stato istituito al fine di fornire alle banche e agli altri istituti finanziari informazioni sulla solvibilità e sulla storia creditizia dei loro potenziali clienti.

Funziona attraverso la raccolta di dati da diverse fonti, tra cui le banche, le società finanziarie, le compagnie di assicurazione e le autorità pubbliche. Questi dati vengono poi elaborati e analizzati dal sistema CRIF per produrre una valutazione della solvibilità di un individuo o di un’impresa.

Questa banca dati online è accessibile da ogni società finanziaria per tutelare sé stesse ed il soggetto richiedente. Una società finanziaria che autorizza un contratto di finanziamento ad un soggetto impossibilitato al rimborso, poiché già sommerso da altri debiti, sta violando la legge. 

Infatti, secondo la normativa vigente, la rata mensile di un prestito non deve superare la soglia del 35% sul reddito netto; un debitore non può impegnarsi nel rimborso di una rata maggiore, poiché correrebbe il rischio di non poter garantire puntualità e correttezza dei pagamenti. L’importo mensile massimo considerato accettabile per legge non è sempre rispettato, specialmente nei casi di soggetti valutati buoni pagatori. Se una finanziaria concede un prestito ad un soggetto non valutando oggettivamente la sua situazione debitoria, è considerata colpevole per legge di non aver tutelato l’individuo ed averlo spinto al sovraindebitamento. 

 

Ma come funziona la trasmissione dei dati? 

La segnalazione di un primo ritardo nei pagamenti avviene soltanto nel caso di mancato pagamento di almeno due rate consecutive. Le segnalazioni successive avvengono in automatico ogni mese attraverso l’aggiornamento dei dati da parte delle società finanziarie; una segnalazione che riguarda soltanto un paio di ritardi resta visibile al CRIF per un anno, mentre una reiterazione nei ritardi di pagamento resta visibile almeno due anni; nel caso di mancato rimborso di un finanziamento invece tre anni.

Un episodio isolato di ritardo di un rimborso mensile potrebbe essere stato causato da un disguido da parte della banca ed il soggetto debitore potrebbe anche non essersene accorto in tempo; è compito della società finanziaria avvisare il cliente per iscritto del mancato pagamento prima di avviare la segnalazione al SIC. Il cliente ignaro avrà in questo caso alcuni giorni per provvedere al rimborso e regolarizzare la sua situazione debitoria. 

 

I tuoi diritti in caso di segnalazione illegittima

Secondo il Garante della Privacy, il preavviso di imminente registrazione nei Sistemi di Informazioni Creditizie deve essere spedito a mezzo raccomandata A.R. o posta elettronica certificata. Una semplice lettera oppure una segnalazione telefonica non hanno valenza giuridica e non legittimano la divulgazione dei dati personali del cliente da parte dell’istituto finanziario. Il cliente segnalato in modo illegittimo in SIC ha il diritto ad un risarcimento del danno ed alla immediata cancellazione dei dati.

 

Cosa succede se sei segnalato come cattivo pagatore

Oltre all’iscrizione nella banche dati online, un soggetto considerato cattivo pagatore non può rivolgersi ad alcuna società finanziaria o banca per richiedere un nuovo prestito. La società finanziaria ha diritto al rimborso del prestito ma può richiederlo entro e non oltre dieci anni; trascorso questo tempo senza che il creditore faccia valere il suo diritto, il debito cade in prescrizione.

Il soggetto debitore che si trova in una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte secondo la legge denominata salva suicidi può rivolgersi all’Organo di Composizione della Crisi (O.C.C.) nominato dal Tribunale per proporre un piano del consumatore da sottoporre al Giudice per l’omologazione. Il piano del consumatore è una proposta di rimborso del finanziamento in percentuale ridotta da parte del soggetto debitore.

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Progetto finanziato dal Mise, Legge 388/2000 Anno 2021