Scorrere il feed di Instagram, guardare una storia su TikTok, seguire un creator su YouTube: nella vita quotidiana di milioni di italiani i social media sono diventati una finestra sul mondo e una fonte di informazione sempre più influente sulle scelte di acquisto. Ma quello che sembra un consiglio sincero potrebbe essere, in realtà, una pubblicità pagata. E tu, come fai a riconoscerla?
Dal 2026 in Italia vige un quadro normativo finalmente chiaro. Con la delibera AGCOM 197/2025 è stato istituito il primo albo ufficiale degli influencer ‘rilevanti’ — chi supera i 500.000 follower su una piattaforma o 1 milione di visualizzazioni medie mensili — con obblighi precisi: iscrizione al registro pubblico AGCOM, etichettatura obbligatoria e visibile di ogni contenuto commerciale tramite tag come #adv, #sponsorizzato o #pubblicità, divieto di contenuti ingannevoli o lesivi delle categorie vulnerabili. Le sanzioni per chi viola queste regole arrivano fino a 250.000 euro. Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 2871/2026, ha confermato che post, stories e reel presentati come esperienze personali ma in realtà pagati costituiscono pubblicità occulta e pratica commerciale ingannevole ai danni dei consumatori. La normativa non riguarda solo i grandi creator: anche chi riceve prodotti omaggio in cambio di recensioni positive senza dichiararlo viola le norme vigenti.
AssoUrt, in quanto associazione che tutela gli utenti dei servizi radiotelevisivi e dei media in tutte le loro forme — comprese quelle digitali — considera la trasparenza nell’informazione commerciale una questione di tutela fondamentale del consumatore. I social media non sono una zona franca: le stesse regole che proteggono gli spettatori televisivi dalla pubblicità ingannevole devono valere per chi guarda un reel o una storia. L’Associazione chiede un rafforzamento dei controlli e campagne di educazione digitale rivolte ai cittadini, in particolare ai più giovani.
La prossima volta che un creator ti consiglia un prodotto, cerca nell’intestazione del contenuto le etichette #adv, #sponsorizzato o #pubblicità. Se non ci sono e il contenuto ha chiaramente finalità commerciali, puoi segnalarlo ad AGCOM o ad AssoUrt. Per sapere come riconoscere i contenuti sponsorizzati e come procedere con una segnalazione, visita www.assourt.it.