Telefonia e Pay TV: come difenderti

Attivazioni che non hai mai chiesto, una tariffa più alta del previsto, un operatore che non ti lascia andare: con telefono, internet e pay TV i problemi si somigliano tutti. Qui sotto trovi i casi più frequenti e cosa puoi fare subito, senza aspettare.

I problemi più comuni

Attivazioni non richieste

Servizi o abbonamenti comparsi in bolletta senza che tu li abbia mai attivati

Tariffe gonfiate o conguagli telefonici

L’importo è più alto del solito o arriva una richiesta per consumi passati

Cambio operatore o portabilità bloccata

La migrazione a un nuovo gestore è lenta, bloccata o ti lascia senza linea

Disservizi di linea o connessione

Internet o telefono che non funzionano come da contratto

Recesso e costi di disdetta indebiti

L’operatore ti chiede penali per andartene quando non dovrebbe

Aumento del canone (clausola di adeguamento ISTAT)

Ti alzano l’abbonamento e non sai se hai diritto a recedere gratis

Tariffa gonfiata? Ecco come difenderti

Controlla il periodo di fatturazione: è un conguaglio o un consumo mensile normale

Se è un conguaglio, verifica la data a cui si riferisce e lo stato di attivazione dei tuoi abbonamenti.
Se è più vecchio di 2 anni, potrebbe essere prescritto.
Se è una bolletta mensile, controlla di non aver consumato più del solito o di avere servizi extra attivi che non ricordi.
Se l’importo resta ingiustificato, invia il reclamo formale al gestore.

 

Cosa fare se l’azienda non risponde

Se dopo il reclamo (raccomandata o PEC) l’azienda non risponde entro 45 giorni o rifiuta la tua richiesta, puoi avviare in autonomia la conciliazione presso AGCOM, tramite il servizio ConciliaWeb.

Le aziende temono le sanzioni AGCOM, quindi conviene sempre andare fino in fondo dopo il primo reclamo ignorato.

Perché chiedere aiuto ad AssoURT

Il primo reclamo puoi farlo da solo, spesso basta. Ma se l’operatore continua a ignorarti, se hai già perso tempo con call center inutili, o se la questione riguarda una clausola contrattuale complessa (ISTAT, recesso, penali), ecco cosa facciamo noi al posto tuo:

Seguiamo la conciliazione AGCOM dall’inizio alla fine, non solo il primo reclamo.
Ti aggiorniamo noi sullo stato della pratica.
Hai un avvocato esperto di telecomunicazioni che segue il tuo caso, non un modulo generico.

Diventando socio, il tuo supporto aiuta anche a far emergere pattern scorretti ripetuti (attivazioni non richieste su larga scala, clausole abusive) davanti alle autorità competenti.

Domande frequenti

No. Il Regolamento AGCOM 307/23/CONS fissa la durata massima a 24 mesi: oltre questo termine puoi recedere quando vuoi, senza penali né costi di disattivazione.

Sì, se l’aumento è legato all’adeguamento ISTAT hai diritto a recedere senza costi. Fa eccezione il caso in cui l’aumento sia esattamente pari al dato ISTAT: in quel caso l’operatore può applicare penali di recesso.

60 giorni dalla comunicazione della modifica, senza penali né costi di disattivazione.

L’operatore che lasci è obbligato a mantenere attivo il servizio fino a quando il nuovo operatore non ha completato l’attivazione: non puoi restare senza linea durante il passaggio.

Sì, per il consumatore il servizio ConciliaWeb è sempre gratuito, indipendentemente dall’esito.

Vuoi la checklist da salvare?

Scarica il decalogo completo per telefonia e pay tv, il modulo di reclamo e il modulo di disdetta in PDF.

Guide su questo argomento

Materiali scaricabili